Esistono altre collezioni private in Europa, queste però non potranno mai eguagliare il numero di etichette di proprietà del Comune di Cupramontana: più di 90.000 provenienti non solo dall’Italia, ma da ogni parte del mondo.

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Le origini

Il signor Franco Rossi, all’epoca geometra comunale, fu il primo cuprense ad iniziare a staccare le etichette dalle bottiglie di vino ed a collezionarle, ben presto cominciò a riceverne da tutto il mondo anche senza l’utilizzo di internet, fu così che nel 1987 grazie ad un’idea ed al sostegno del critico d’arte di Jesi, Armando Ginesi, l’intera grande collezione divenne pubblica, ospitata dapprima a Palazzo Leoni fino al 2016 e successivamente trasferita presso il MIG.

Il museo sottolinea l’importanza della forma d’arte legata al prodotto (che sia esso vino o altra bevanda), imprescindibile, in questo caso, non solo dall’estetica della bottiglia ma anche appunto dell’etichetta.

La prima sala presenta un excursus storico dell’etichetta, raccogliendo le più antiche della collezione, mentre la seconda ospita etichette provenienti dai vari continenti. Le sale poste alla destra dell’ufficio turistico, invece, sono quelle a noi più vicine, sia geograficamente sia temporalmente: le teche illuminate nel primo ambiente ospitano le etichette provenienti da vari paesi europei, mentre la seconda sala ospita etichette raggruppate per temi.

È qui infatti che vengono conservate etichette utilizzate in occasioni storiche e/o sociali particolari (come ad esempio l’avvento del nuovo millennio) o per commemorare personaggi celebri storici.

Altrettanta attenzione viene anche riservata ai “bozzetti di artista”, vere e proprie  opere d’arte ispirate al vino ed al Verdicchio.

Il complesso museale cela piccoli tesori preziosi, in alcune nicchie ben nascoste, ad esempio, si possono trovare bottiglie con le relative etichette dell’epoca, o testi di approfondimento sia sul Verdicchio sia sulla tradizione vitivinicola.

Il Premio Nazionale Etichetta d’Oro

Continuando il viaggio all’interno del museo si entra nella sala dedicata al Premio Nazionale Etichetta d’Oro che omaggia le cantine storiche di Cupramontana e quelle odierne, proseguendo  si entra negli ambienti che ripercorrono la storia dell’evento più importante del paese, la Sagra dell’Uva, con le locandine prodotte appositamente per ogni edizione e dove si trova anche  un imponente torchio antico, irrinunciabile elemento della storia vitivinicola del paese.

La Strada del Gusto

Per concludere, lungo il percorso denominato “Strada del Gusto” ci si imbatte in descrizioni dettagliate e accurate che presentano i prodotti unici di Cupramontana. 

In quest’ultima parte il visitatore, attraverso un esperienza visivo- olfattiva, viene guidato alla scoperta delle caratteristiche morfo-geologiche dei terreni da cui crescono i vitigni. L’esperienza museale è sorprendentemente capace di coinvolgere tutti i sensi, poiché oltre ai pannelli informativi, il visitatore può anche provare i diversi profumi che dal terreno vanno ad arricchire il gusto di ogni vino, per poi arrivare alla degustazione vera e propria presso l’enoteca comunale EnoCupra, gestita dall’associazione Strada del Gusto costituita da tutte le cantine vitivinicole cuprensi. EnoCupra è capace di offrire esperienza e conoscenza per presentare al meglio il re dei prodotti cuprensi: il Verdicchio D.O.C.

Museum History

There are other private collections in Europe, but none can rival the number of labels owned by the Municipality of Cupramontana: over ninety thousand from not just Italy but all around the world.

Franco Rossi, a municipal surveyor at the time, was the first resident of Cupramontana to start collecting wine bottle labels. Soon, he began receiving them from around the world, even without the help of the internet. In 1987, thanks to an idea and the support of the art critic Armando Ginesi from Jesi, his vast collection became public, initially hosted at Palazzo Leoni until 2016, when it was moved to the MIG.

The museum highlights the artistic importance of labels, which are essential not only for the aesthetic appeal of the bottle but also for branding and identity.

The first room presents a historical overview of wine labels, displaying the oldest ones in the collection, while the second room showcases labels from different continents. The rooms to the right of the tourist office focus on labels closer to us, both geographically and historically. The first space features labels from various European countries, while the second room groups labels by themes, including those used for special historical or social occasions—like the turn of the millennium—or to commemorate famous historical figures.

Great attention is also given to artist sketches, true artistic works inspired by wine and Verdicchio.

Hidden within the museum complex are small treasures: tucked into niches, one can find bottles with their original labels from different eras, as well as books detailing Verdicchio and winemaking traditions.

As the journey through the museum continues, visitors enter the room dedicated to the National Gold Label Award, which honors both historic and modern wineries of Cupramontana. Further along, the museum explores the town’s most significant event, the Grape Festival, displaying posters created for each edition alongside an imposing antique wine press—a fundamental piece of Cupramontana’s winemaking history.

To conclude, the Road of Taste route features detailed descriptions of Cupramontana’s unique local products. Here, visitors experience a visual and olfactory journey, discovering the morphological and geological characteristics of the terrain where grapevines grow.

The museum experience is surprisingly multi-sensory: beyond informative panels, visitors can sample various soil aromas that influence each wine’s flavor. This culminates in an actual tasting session at the municipal wine shop EnoCupra, managed by the Strada del Gusto association, which includes all local wineries.

EnoCupra offers an immersive learning experience, presenting the crown jewel of Cupramontana’s production: Verdicchio D.O.C.